L’avvento

6 Dic

#iwannabeapopestar

Non vi auguro nulla

22 Nov

Credo che chi vada ad un concerto di Biagio Antonacci abbia già quel che si merita.

Un uomo, tra polvere e poesia

13 Nov

Dovete sapere che, accanto al mio ufficio, vi è una piccola libreria con due vetrine strette da una protestante sobrietà. E’ solo una botteguccia rivestita di colori opachi e quadri di inizi novecento, dove i libri se ne stanno in polverosi scaffali a soffitto, con il genere d’appartenenza vergato su vecchie lavagne.

Non c’è nulla, di questo posto, che tradisca la delicata logica di 70 mq di pavimenti in graniglia e di infissi di legno chiaro. Nulla che possa fermare uno Schubert a mezz’aria o che venga meno all’ordinarietà dell’attesa, al ticchettio dell’orologio ed al parlare piano con educazione.

Nulla tranne lui.
Un uomo dalle fattezze sottili e dai capelli canuti portati ad onde perfette, che veste sempre e solo di due colori e ti saluta accennando un inchino. Uno che, per esser ancor più chiara, quando acquisti un libro, con un sorriso che non tradisce, lo confeziona ogni volta come fosse un regalo, usando nastri e carta da pacco in tinta con l’abbigliamento del giorno.

E perdonatemi se potrò apparirvi com’una che da voce a certe chiacchiere da salotto..
Ma si moromora che questo bottegaio sia fuggito da un romanzo di Zola, perché annoiato da un momento di stasi descrittiva.

Resti tra noi, ovviamente.

 

 

 

Cambio armadi

5 Nov

Dio dammi la forza di gettare ciò che realmente non uso più.

POST BELLICO

2 Nov

Sono le 7.30 e suona la prima sveglia.
Sono le 7.40 e suona la seconda.
Sono le ottoevaffaculo sei in ritardo nonostante tu ne abbia 3.
Entri in bagno, guardi lo specchio e fai finta di non conoscerti…Giri la manopola della doccia e ti butti sotto il getto cercando di non affogare.
Sono le 8.15 e stai già imprecando in macchina per l’ennesimo rincoglionito che fa i 30 all’ora… Solita scena : Sorpassi, fai le corna e scappi.
Sono le 8.25 e sei al “baretto” sotto l’ufficio… Cerchi la gazzetta mentre biascichi al barista di portarti un caffè.
Ci sei… Uno sguardo alla prima pagina, uno al fatto che De Ceglie e Matri se ne restino dove sono, uno alla pagina dedicata alla tua squadra.
Tutto a posto. Della Valle è vivo. Entri in ufficio, guardi il calendario della Fiorentina, la foto Cassius Clay… Accendi una discussione con il collega su Marvin – the marvelous – Hagler e cominci a far impallidire tutti i clienti.
La mattina finisce e vai in palestra.
Sigaretta tra i denti e sguardo pietoso ( non hai voglia ).
Fai una piccola svolta a destra e quasi tamponi la golf ferma in mezzo all’incrocio.
C’è un ragazzo a fianco della portiera… Si avvicina impaurito e dice: “Non va. Si è rotta!”
“Certo. Rotta.” rispondi, ” E che tipo di rottura sarebbe di grazia per non riuscire ad andare un piccolo metro più avanti??”
Quindi.. Accosti, scendi, lo guardi e con risolutezza te ne esci con un “Io guido tu spingi, la mettiamo la.”
La macchina adesso è parcheggiata.
“Scusa.. Ma devo chiamare l’elettrauto… Sai quando si è spenta si sono accese tutte le lucine.. Non l’aveva mai fatto…”
Corrugo la fronte…risalgo, giro la chiave, controllo le luci… Mi giro fulminandolo : Eri per caso in riserva?
“Si… ma.. Veramente… Allora chiamo l’ACI?”
“L’ACI? Salta in macchina va’. Andiamo al distributore vicino all’ingresso dell’autostrada.”
“Sei sicura? Ma come fai ad esserne certa? E come trasportiamo la benzina?”
Lo guardi inebetita, quasi inebriata dalla leggerezza di questo ragazzo che davvero ha saputo stenderti con una sola parola.
Sarà alto 1.90, giacca e cravatta, sui 35 anni, e chiede a te.. No dico, a te, come si trasporta la benzina.
Cerchi di star calma.. E pensi che non è scritto da nessuna parte che un uomo debba necessariamente sapere queste cose…. E che è del tutto normale che, invece, le sappia tu. Stiamo parlando di senso pratico no?
Si arriva alla Erg, chiedi una busta per benzina usa e getta e la prendi. Lui è li, visibilmente scosso, in un angolo. Capisci che vorrebbe fare la cosa giusta, del tipo prendere la pompa di benzina, infilarla nel collo delle busta e schiacciare… Ma no.
Lui non è capace. Non la sa aprire, non capisce come funziona l’elastico sulla chiusura..
“Ok, dai a me.” Apri il collo infili la pompa, ti imbratti le mani, e chiudi il tutto.
Lui è sempre più imbarazzato.. Tu puzzi sempre più di benzina.
Si ritorna alla sua stronzissima macchina, prendi il tutto e scendi…
Questa è l’ora della verità. Lo guardi, con aria quasi di sfida, non dicendo nulla. In fronte ti lampeggia un “non dirmi – cazzo – che non sei nemmeno capace di ficcare la benzina in quel fottuto buco!”
Silenzio. Non un sibilo.
Lo guardi mentre osserva lo sportellino a testa bassa… E ristai zitta. Ti ha steso un’altra volta. Con rassegnata compostezza fai benzina cercando di non pensare a quello che sta succedendo.
“Come ringraziarti?”
“Non c’è n’è bisogno.”
“Posso invitarti a pranzo?”
Beh a dire il vero presa com’ero da tutta la faccenda non m’ero nemmeno accorta di quanto fosse carino. Accetto e la cosa finisce lì.
Ritorno in ufficio, mi lavo le mani, e cerco di rilassarmi un poco… Ma mentre ripasso nella mente l’episodio, suona il cellulare, è Lore che mi chiama per una birra dopo l’ufficio, aggiungendo che domani all’una c’è la partita di calcetto e ne manca uno: “stai in difesa?”
“Io?..Emmm… si… Figuriamoci…”
“Bene. Vedi di non falciare nessuno però.”
“Ah… Ok. Ok. Si…Ok a tutto. Va bene così.”

Ma se da domani dovessi cominciare a fare pipì in piedi non rompetemi i maroni.

Vecchi lustri

8 Ott

E’ forse poco, troppo poco, ora, parlare delle pailettes sulla cuffia di Celentano?
No. No. No e no.

Del tempo rotondo, e di altri, tanti demoni

5 Ott

Ah, e poi sai che c’è? C’è che stavo pensando che è passato davvero troppo tempo dall’ultima volta che ci siamo bevute un bicchiere di vino rosso insieme. Ma anche da quando abbiamo riso insieme. Giocato a carte. Travestite per carnevale. Nascoste da tuo fratello. Cantato in macchina. Raccontate dell’ultima avventura, visto l’altra piangere. Visto l’altra ridere. Un sacco di tempo.
Stavo anche pensando, amica mia, che comunque le immagini di noi non sono mai sfocate, anzi. Potrei citarti aneddoti di quando avevamo 13 anni con la stessa chiarezza con la quale ricordo i nostri 34.
Sono ferme. Fotografie dai contorni affilati, a volte poco benevoli, quasi freddi. Ma di una definizione impressionante. Non mi ricordo se sai cos’è l’HD, però. Vabbè.
Poi mi sono messa a pensare anche all’altro di tempo. Quello che c’è rimasto in mezzo. Anzi, quello che ci ha tirate in mezzo, misurando le distanze, ed ho capito che è stato quel susseguirsi di mesi lì, ad essere un groviglio sfocato di fatti, più o meno trascurabili e poco gentili, a volte furiosi. Ma solo quelli lì, m’han visto poco cosciente. Davvero.
Il lavoro, la gente, le cose. Gli oggetti. L’autunno che si faceva i cazzi suoi, puntualmente arrivava o non finiva più. Bah. Cose da pazzi. Da pazzi.
Tu sai, che sono furibonda per vocazione, più che per scelta vero? E lo sono stata per un certo periodo, che vuoi mai. Poi mi son calmata, alla fine non avevo nulla in gola. Ci siamo dette tutto.
Comunque, ecco, quello che ti stavo spiegando è che giusto l’altro ieri ero davanti al pc verso le 4 del pomeriggio e di colpo t’ho avuto davanti agli occhi tutta intera. Non è stata un’apparizione eh, ma qualcosa di diverso, tipo, chessò, un’esplosione.
E nelle orecchie ho sentito un rumore di monete, di braccialetti messi in un cassetto, di una persona che correva per le scale, di bisbigli. Ho pensato ai tuoi vestiti colorati e ho come risentito l’odore dei fiori del giardino di casa tua. Che impressione m’ha fatto. Te lo giuro. Sono rimasta immobile per un secondo e poi.
E poi ho usato google per sapere dove fossi. Toh. L’idea dell’anno, devo ammetterlo.
Oh, sarà anche stata una minchiata, però, tu non ci crederai, amica mia, cuore mio, è una delle frasi più digitate. Avrei voluto tanto dirtelo di persona perché l’ho trovato talmente amaro da sentirne il sapore in bocca e.. Niente. Tutto qui. Mi sono fatta pena da sola. Ciao.