Archivio | ottobre, 2012

Vecchi lustri

8 Ott

E’ forse poco, troppo poco, ora, parlare delle pailettes sulla cuffia di Celentano?
No. No. No e no.

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Del tempo rotondo, e di altri, tanti demoni

5 Ott

Ah, e poi sai che c’è? C’è che stavo pensando che è passato davvero troppo tempo dall’ultima volta che ci siamo bevute un bicchiere di vino rosso insieme. Ma anche da quando abbiamo riso insieme. Giocato a carte. Travestite per carnevale. Nascoste da tuo fratello. Cantato in macchina. Raccontate dell’ultima avventura, visto l’altra piangere. Visto l’altra ridere. Un sacco di tempo.
Stavo anche pensando, amica mia, che comunque le immagini di noi non sono mai sfocate, anzi. Potrei citarti aneddoti di quando avevamo 13 anni con la stessa chiarezza con la quale ricordo i nostri 34.
Sono ferme. Fotografie dai contorni affilati, a volte poco benevoli, quasi freddi. Ma di una definizione impressionante. Non mi ricordo se sai cos’è l’HD, però. Vabbè.
Poi mi sono messa a pensare anche all’altro di tempo. Quello che c’è rimasto in mezzo. Anzi, quello che ci ha tirate in mezzo, misurando le distanze, ed ho capito che è stato quel susseguirsi di mesi lì, ad essere un groviglio sfocato di fatti, più o meno trascurabili e poco gentili, a volte furiosi. Ma solo quelli lì, m’han visto poco cosciente. Davvero.
Il lavoro, la gente, le cose. Gli oggetti. L’autunno che si faceva i cazzi suoi, puntualmente arrivava o non finiva più. Bah. Cose da pazzi. Da pazzi.
Tu sai, che sono furibonda per vocazione, più che per scelta vero? E lo sono stata per un certo periodo, che vuoi mai. Poi mi son calmata, alla fine non avevo nulla in gola. Ci siamo dette tutto.
Comunque, ecco, quello che ti stavo spiegando è che giusto l’altro ieri ero davanti al pc verso le 4 del pomeriggio e di colpo t’ho avuto davanti agli occhi tutta intera. Non è stata un’apparizione eh, ma qualcosa di diverso, tipo, chessò, un’esplosione.
E nelle orecchie ho sentito un rumore di monete, di braccialetti messi in un cassetto, di una persona che correva per le scale, di bisbigli. Ho pensato ai tuoi vestiti colorati e ho come risentito l’odore dei fiori del giardino di casa tua. Che impressione m’ha fatto. Te lo giuro. Sono rimasta immobile per un secondo e poi.
E poi ho usato google per sapere dove fossi. Toh. L’idea dell’anno, devo ammetterlo.
Oh, sarà anche stata una minchiata, però, tu non ci crederai, amica mia, cuore mio, è una delle frasi più digitate. Avrei voluto tanto dirtelo di persona perché l’ho trovato talmente amaro da sentirne il sapore in bocca e.. Niente. Tutto qui. Mi sono fatta pena da sola. Ciao.